The dragon's lair

A personal collection of verse

Cecco Angiolieri


Qual è senza danari ’nnamorato
faccia le forch’e ’mpicchis’elli stesso,
ch’e’ non muor una volta, ma più spesso
che non fa que’ che del ciel fu cacciato.
E io, tapin! che, per lo mi’ peccato,
s’egli è nel mondo Amor, cert’i’ son esso,
non ho di che pagar potesse un messo,
se d’alcun uom mi fossi richiamato.
Dunque, per che riman ch’i’ non mi’mpicco?
ché tragg’un mi’ penser ch’è molto vano:
c’ho un mi’ padre vecchissimo e ricco.
ch’aspetto ched e’ muoi’ a mano a mano –
ed e’ morrà quando ’l mar sarà sicco,
sì l’ha Dio fatto, per mio strazio, sano.

Cecco Angiolieri


Qual è senza danari ’nnamorato
faccia le forch’e ’mpicchis’elli stesso,
ch’e’ non muor una volta, ma più spesso
che non fa que’ che del ciel fu cacciato.
E io, tapin! che, per lo mi’ peccato,
s’egli è nel mondo Amor, cert’i’ son esso,
non ho di che pagar potesse un messo,
se d’alcun uom mi fossi richiamato.
Dunque, per che riman ch’i’ non mi’mpicco?
ché tragg’un mi’ penser ch’è molto vano:
c’ho un mi’ padre vecchissimo e ricco.
ch’aspetto ched e’ muoi’ a mano a mano –
ed e’ morrà quando ’l mar sarà sicco,
sì l’ha Dio fatto, per mio strazio, sano.